L’Albero alto è pericoloso?

In giornate particolarmente ventose non è raro vedere alberi ad alto fusto piegare le chiome al vento senza sosta ad ogni raffica, compiendo oscillazioni impressionanti.
E’ pericoloso? Non c’è il rischio che si rompa tutto o che cada l’albero?
Il rischio è sempre presente, come in ogni aspetto della nostra quotidianità; l’accortezza del custode di un albero dalle dimensioni importanti deve essere farlo controllare, come minimo a cadenza quinquennale, da un dottore agronomo valutatore di stabilità in grado di eseguire analisi del fusto con strumenti scientifici e decretarne il grado di stabilità.
Questa operazione comporta sì una spesa, ma è il primo passo per abbassare il rischio, avere in mano delle prescrizioni sulla manutenzione ottimale da eseguire alla pianta e dimostrare – su carta  – che si è adempiuto correttamente alla gestione e messa in sicurezza dell’albero (in caso di incidente si avranno più documenti da presentare all’assicurazione).

Non sarebbe però più facile ed economico abbassare la chioma?

Ovviamente sì, ma… a che prezzo! Bisogna innanzitutto dire che l’albero scarica la forza dei venti tramite il movimento oscillatorio dei rami e ,addirittura, delle foglie; accorciarne i rami, dunque,  comporta sia un irrigidimento della struttura con conseguente aumento del rischio di sbrancatura  dei rami, sia sovrapproduzione di materiale vegetativo avventizio per sopperire al trauma subito, sia l’apertura di un grande ingresso a spore fungine, magari cariogene, in grado negli anni di compromettere la stabilità dell’intera pianta.
A livello economico si dovranno effettuare in primo luogo interventi di manutenzione più frequenti, magari ogni uno o due anni, per far fronte alla quantità di giovani rami che crescono velocemente e disordinatamente dai tagli; in secondo luogo dopo anni dai primi tagli severi, quando ormai si è dimenticato il nome della ditta che ha eseguito il lavoro, la pianta potrebbe seccarsi o cadere ancora verde, con tutti i danni e relativi costi del caso.
Un intervento corretto, eseguito da un arboricoltore ad intervalli anche di cinque anni, verterà prevalentemente sulla rimozione di rami secchi presenti in chioma (sono il principale pericolo: sicuro che cascheranno… ma non si sa quando!), un leggero diradamento interno, oltre ad ottemperare alle prescrizioni elaborate dall’agronomo valutatore di stabilità.
In una visione a lungo spettro quindi si avrà un risparmio in termini di tempo e denaro, un albero più sano, bello esteticamente e controllato. Ultimo ma non ultimo… si sarà fatto tutto il possibile per abbassare il rischio! 

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